Apicoltura: un mestiere dolce come il miele.

 

apicoltura - naturoso.itQuando si parla di api si pensa immediatamente a quella sostanza ambrata  che addolcisce le nostre giornate a volte amare: il miele!

Nel nostro immaginario le api sono queste strane amiche laboriose e utili ma da tenere a distanza vista la loro natura pungente. Cera, pappa reale, propoli e polline sono soltanto alcuni prodotti che derivano dall’operosità di questi organizzatissimi insetti.

Non tutti sanno però che anche dal veleno opportunamente trattato (e dosato) si possono ottenere dei medicamenti per i seguenti ambiti:

  • Neurologico: per Sclerosi multipla, Lombosciatalgia, Paralisi di Bell, Analgesia, Nevralgia, Dolori cronici, Nevralgia post-erpetica, Sindrome del Tunnel carpale;
  • Reumatologico: per Reumatismi, artriti e Artrosi, borsiti, Mialgie, Spondilite deformante, Poliartrite Deformante, Artrite psoriasica, Gotta, Gomito del tennista, morbo di Schermann, Fibromialgia, Tendinite, Contrazione di Dupuytren, Traumi;
  • Polmonare: per Asma, Malattie ostruttive polmonari, Enfisema;
  • Immunologico: per Scleroderma, Lupus Erytematosa, Endoarteritis Obliterans;
  • Infettivologico: per Herpes Zoster, Meningite Virale, Sindrome della -Stanchezza Cronica, AIDS, Verruche;
  • Dermatologico: per Eczema, Tumori della pelle, Tumori vascolari della pelle, Alopecia, Dermatiti seborroiche, Micosi, Calli;
  • Cardiovascolare: per Ipertensione, Ipotensione, Aterosclerosi, Aritmia, Endoarterite;
  • Oftalmologico: Glaucoma, Maculopatie);
  • Veterinario: Artriti, Infezioni (per approfondire clicca qui).

Non finisce qui: le api hanno un ruolo fondamentale per l’impollinazione di piante e fiori in tutto il mondo. Si stima che circa l’80% del cibo che arriva sulle nostre tavole sia conseguenza del lavoro delle api.

Diventare Apicoltori

Spinti dalla voglia di salvare parte del nostro pianeta inventandosi anche un lavoro, potremmo decidere di diventare apicoltori. Ogni anno la FAI- Federazione Italiana Apicoltori organizza dei corsi molto interessanti (potete trovarli qui). Se volete cominciare ad approfondire da autodidatti, allora il percorso prevede alcuni passi:

  • Documentarsi molto

è fondamentale leggere e capire come funzionano gli alveari e cercare di comprendere se questo è davvero un lavoro che fa per noi.

SCARICA LA GUIDA BASE e la GUIDA TECNICA

  • Andare a “Bottega” da un apicoltore esperto

Se volete reinventarvi dovete farlo in modo organizzato. Chi meglio di un apicoltore potrà permettervi di “rubare” con gli occhi? Proponete ad un professionista di dargli una mano anche senza retribuzione per qualche ora alla settimana: vi aiuterà a capire bene il lavoro quotidiano e ad affinare la tecnica.

  • Costanza e pazienza

Dovrete mettere in conto di non riuscire subito ad entrare nel vivo della produzione. Anche il discorso monetario verrà più avanti. Credete in voi stessi e abbiate pazienza, i risultati arriveranno!

  • Frequentate un corso.

Dopo aver affrontato questo percorso esplorativo, potrete frequentare un corso che vi aiuti a focalizzare e soprattutto a disegnare un’idea imprenditoriale. Qui una lista di corsi in tutta Italia.

In bocca al lupo!

Purtroppo a causa dell’utilizzo di diserbanti aggressivi e sostanze nocive le api stanno vivendo un periodo difficile e in massa si stanno spostando all’interno delle città. Sembrerebbe uno scenario post apocalittico da film di fantascienza ma invece è realtà.
Apicoltura Urbana.

Da questo esodo di massa nascono delle idee avveniristiche e di grande utilità come quella dell’apicoltura urbana. Sì, alcune associazioni (in particolare a Torino e a Bologna, ma molte ne stanno nascendo in tutta Italia) hanno posizionato delle Arnie proprio nei centri abitativi, favorendo così la produzione di miele e di tutte le altre sostanze sopra elencate proprio in città.

Una di queste associazioni ha ideato il progetto  “Urbees Api in città” (qui la pagina su facebook)

Così la città si popola di “bee angels”: Un vecchio fabbricato, un terrazzo, una fabbrica dismessa sono diventate lo scenario per la produzione di miele a Torino e in moltissime altre città. Nasce il miele “Davide”, “Giuseppe”, “Elena” barattoli che riportano il nome di chi li ha prodotti. Ovviamente, il miele viene analizzato prima di affacciarsi sul mercato e questo ha consentito anche di creare una mappatura delle zone verdi presenti nei diversi territori. Anche a Roma il progetto Urbee è ormai una realtà mentre a Bologna il CAAB ha deciso di sfruttare l’operazione in modo istruttivo creando le Arnie didattiche per grandi e piccini.

Il miele? Buonissimo a detta di chi lo ha provato… Non è forse un modo per restituire alla natura un po’ di quel bene che le città le hanno sottratto?

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