Stare bene con la meditazione: la tecnica Vipassana.

Le tecniche orientali sono sempre più diffuse anche in occidente e spesso per curiosità, per moda o semplicemente perché siamo alla ricerca della panacea dei nostri mali ci avviciniamo a queste discipline aspettandoci miracoli ma senza sapere davvero bene di cosa si tratti.

Il problema nasce dalla commercializzazione di tutto ciò che è spirituale e spesso, come accade purtroppo con molte associazioni di volontariato poco serie, si finisce per diffidare di tutto e di allontanarsi etichettando tali discipline come bizzarre fantasie.

Facciamo un po’ di chiarezza.

naturoso.itLa meditazione è l’atto di porsi in uno stato introspettivo con lo scopo di calmare la mente, respirare in modo meno compulsivo ed ottenere una sensazione di benessere diffuso. O perlomeno sono questi gli obiettivi che l’occidentale inserito nel “logorio della vita moderna” va ricercando.

Molte pratiche meditative richiedono la concentrazione su determinati “oggetti” o suoni o parti del corpo per arrivare a calmare il chiacchiericcio della mente che si ripercuote inevitabilmente anche sul nostro corpo. Parte la corsa all’acquisto di libri sui chakra, sulle pietre magiche, sulla meditazione in acqua e chi più ne ha più ne metta.

Oggi voglio parlarvi di una meditazione un po’ diversa. Si tratta di una tecnica che ho sperimentato personalmente attraverso un corso di 10 giorni in ritiro. E’ la meditazione Vipassana una tecnica che prevede la concentrazione dell’individuo sulle proprie sensazioni corporee, unica verità che possiamo percepire. Vipassana significa “Visione profonda” e il metodo è stato sperimentato dallo stesso Buddha circa 2.500 anni fa. Attenzione non si tratta di una religione, né di un credo da accettare attraverso dogmi o nozioni teoriche. Si tratta di sperimentare la tecnica.

Tutti possono accedere alla pratica Vipassana indipendentemente dal proprio credo religioso.

Come funziona.

Ci si siede per 10 minuti al giorno (siate costanti!) nella posizione del Loto (in foto) o in qualsiasi altra posizione che ci permetta di rimanere con la schiena dritta e di non addormentarci (all’inizio è la cosa più difficile!) e si comincia per qualche tempo con Anapana (significa letteralmente respirazione meditativa). Per praticare Anapana è necessario concentrarsi sull’aria che esce e che entra dalle narici. La bocca rimarrà dolcemente chiusa mentre la respirazione avverrà solamente attraverso il naso. Non bisogna cercare di variare la respirazione in base ad un ritmo lento né pronunciare nessun rito o frase. Basta soltanto essere consapevoli del respiro, così com’è. L’aria entra da entrambe le narici? O forse una rimane chiusa mentre si riesce a respirare solo da una narice? Il mio respiro è calmo o veloce? Ok va bene così. L’accetto senza cercare di cambiare nulla.

Le prime sensazioni.

Dopo una settimana di sedute quotidiane da 10 minuti, siete pronti per “sentire” le prime sensazioni corporee. Ci si concentra sul “triangolo” creato dall’attaccatura del naso sotto gli occhi (come se fosse un vertice) che ha come base la bocca. A questo punto, possiamo cominciare a fare sessioni di mezz’ora inizialmente e poi anche di un’ora. La cosa importante è concentrarsi sulle sensazioni fisiche all’interno del triangolo: pizzicori, sensazioni fisiche di calore o di freddo, pruriti e tutte le possibili sensazioni “sottili” presenti in quell’area. Questo aiuterà moltissimo la mente a concentrarsi e a fare silenzio contribuendo a regalare al nostro corpo una meravigliosa sensazione di leggerezza e benessere.

Vipassana.

Dopo un mese di sessioni da un’ora e di concentrazione sulla respirazione e sulle sensazioni, siete pronti per Vipassana. La tecnica prevede di “scandagliare” tutto il corpo alla ricerca delle più sottili sensazioni a partire dalla testa fino ai piedi e viceversa. Praticando Vipassana non ci si potrà muovere dalla posizione scelta per un’ora. Per imparare bene la tecnica è fondamentale iscriversi a un corso di 10 giorni durante i quali si dovrà spegnere il telefono e non si potranno avere contatti con l’esterno (eccetto in casi di estrema necessità ovviamente). Il centro italiano più importante si trova a Lutirano (FI). Questo è il sito: http://www.atala.dhamma.org/pub/index.php

I corsi sono completamente gratuiti e i centri di Vipassana in tutto il mondo vivono grazie alle donazioni spontanee dei meditatori.

Perché fa bene

A differenza di molte tecniche di meditazione, questa tecnica viene spiegata prevedendo di non utilizzare un oggetto meditativo per aiutare la concentrazione (ad. es. molte pratiche consigliano un mantra da ripetere continuamente o un’immagine mentale da richiamare). L’obiettivo è rimanere equanimi davanti a “quello che c’è” nel nostro corpo. Sensazioni ritenute positive o negative dalla mente (fresco, caldo, dolore, prurito) vanno trattate allo stesso modo, con Equanimità. Questo è importante perché generalmente viviamo una vita con una mente “sbilanciata”. Una mente che si attacca alle sensazioni positive e che agisce con repulsione verso le sensazioni negative. Durante il corso si può riflettere sul fatto che le sensazioni sono tutte mutevoli (così come tutte le cose materiali) quindi desiderarle o respingerle ci provoca un desiderio costante e una costante delusione… Questo vale anche per i pensieri: sono illusori e mutevoli ma ogni pensiero spesso può produrre una sensazione fisica (che è appunto mutevole anch’essa) Tutto sorge e passa quindi ed è con questa consapevolezza che dovremmo affrontare il mondo. La nostra personalità che reputiamo così tanto importante, il nostro “IO” così tanto bisognoso di essere legittimato potrebbero invece costituire la nostra trappola… Allora è bene affrontare un percorso per imparare a “sentire” di più le nostre sensazioni come se una bussola invisibile ci guidasse attraverso il mondo…

 

Detto questo, a me a fatto molto bene. Sono uscito dal corso con una sensazione di gioia immensa e non ho più avuto problemi di insonnia né stati d’ansia che mi attanagliavano quotidianamente…  Vi sembra poco!?

Un pensiero su “Stare bene con la meditazione: la tecnica Vipassana

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